Una settimana ai Caraibi: organizzare un viaggio fai da te

Nel mese di Marzo abbiamo effettuato un viaggio di una settimana ai Caraibi, e più precisamente alle Isole Vergini Americane (USVI).

Dall’Italia non esistono voli diretti verso le USVI, è necessario fare scalo negli USA o in altre nazioni. La soluzione più comoda probabilmente è via New York, Miami (come abbiamo fatto noi) o Atlanta.

Nel nostro caso, la settimana alle Isole Vergini Americane  è stata “pensata” come intermezzo di puro relax durante il nostro soggiorno a Miami. Le opzioni di volo quindi erano limitate, partenza obbligatoria da Miami e arrivo a St. Thomas.

Delta (skyteam) purtroppo non ha voli diretti da Miami sulle USVI, l’opzione più comoda come orari e vantaggiosa economicamente per noi si è quindi rivelato il volo di’American Airlines.

Per la scelta degli hotel abbiamo come sempre incrociato disponibilità e prezzi di hotels e booking con i portali delle varie catene a cui siamo iscritti, naturalmente controllando, dove disponibile, le tariffe AAA. La scelta è caduta sul Best Western Carib Beach Resort a St. Thomas di cui vi parlerò dopo.

La scelta dell’autonoleggio è caduta su Avis, la cifra era paragonabile alle altre società di autonoleggio e aveva un’interessante promozione che ci ha permesso di accumulare parecchi punti bonus, praticamente una notte gratis, con Club Carlson.

Le Isole Vergini Americane sono territorio USA, quindi come per tutti i viaggi negli USA serve l’ESTA .
Per gli altri documenti vi rimando a quanto già detto nell’articolo sul viaggio a Miami, Everglades e Keys visto che il soggiorno alle USVI ne è un’estensione.

 

Il volo: andata e ritorno

Partiamo da Miami il martedì mattina alle 9.50, orario comodo che ci permette di andare in aeroporto a riconsegnare la macchina che avevamo senza dover alzarci troppo presto al mattino.

Il volo dura un paio d’ore, per cui si riesce a sfruttare l’intero pomeriggio in spiaggia. Il volo come detto lo abbiamo fatto con American Airlines in economy vista la durata molto breve.

Due cose da sottolineare essendo un volo interno agli USA:

  • purtroppo il bagaglio si paga, ma questa è una politica di tutte le compagnie americane (se non siete frequent flyer elite o altri casi particolari), per cui bisogna rassegnarsi.
  • a bordo niente cibo gratis, se volete fare uno spuntino o lo pagate o ve lo portate nel bagaglio a mano.

Il volo di ritorno è invece il martedì successivo, alle 16.20, cosa che ci permette di sfruttare anche l’ultima mattina e di andare in aeroporto con calma nel primo pomeriggio.

 

Informazioni generali sulle Isole Vergini

Le Isole Vergini americane sono Territorio USA, le principali sono tre: St. Thomas, St. John e St. Croix.

Sull’isola di St. Thomas c’è la “capitale” Charlotte Amalie, la città più grande dell’intero arcipelago, e punto di passaggio obbligatorio vista la presenza dell’aeroporto principale delle isole.

A Charlotte Amalie c’è anche il porto dove ogni giorno attraccano varie navi da crociera nel loro giro dei caraibi.

St. John: a metà strada fra le USVI e le isole vergini britanniche, è collegata con molti traghetti (non ci sono aeroporti) a St.Thomas e circa il 60% dell’isola è parco naturale

St. Croix: la più grande delle isole dell’arcipelago, noi però avendo poco tempo non ci siamo stati.

Le USVI sono porto franco, per cui hanno una tassazione molto vantaggiosa, cosa che le rende mete ideali per chi vuole fare un pò di shopping…se siete interessati alla cosa informatevi però molto bene, all’aeroporto di St. Thomas, prima di prendere il volo di rientro dovrete dichiarare ciò che avete acquistato (devono farlo anche i cittadini americani), ci sono limiti severi, sopra i quali dovete pagare delle tasse aggiuntive.

Sono famose anche per il carnevale periodo in cui ci sono molte manifestazioni.

 

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Arrivo a Charlotte Amalie, St. Thomas

L’aeroporto di St. Thomas è piccolo e per ritirare i bagagli dovete uscire ed entrare nel “capannone” a fianco, dove troverete anche gli uffici delle varie società di autonoleggio.

Appena prese le valige dal nastro quindi bastano pochi passi e sarete davanti all’addetto dell’autonoleggio, pronto a compilare i soliti documenti e a farvi pagare una piccola tassa aggiuntiva, richiesta per poter guidare nelle USVI.

Finita la burocrazia…. vi renderete subito conto di quali siano i “ritmi” delle isole…. per avere la chiave della macchina abbiamo atteso quasi un’ora. Non siamo stati noi particolarmente sfortunati, è lo standard, tutti, qualsiasi società avessero scelto, hanno atteso più o meno lo stesso tempo….chissà, magari costruiscono le macchine su ordinazione 🙁

Nota per chi noleggia la macchina alle USVI: guidano dal lato sbagliato della strada!!!! Si esatto, proprio come in Inghilterra o altri stati, niente di particolare direte, il problema è che lo fanno con le macchine con la guida a sinistra (come le nostre), ci vuole un pò per adattarsi alla cosa, attenzione soprattutto agli incroci e simili a non imboccare le strade in contromano!!!

A proposito di strade, non sono tenute benissimo, e in una settimana abbiamo visto solo una moto, per cui, se pensate di noleggiare una moto o uno scooter…. rivalutate bene la vostra idea.

Ultima cosa da sottolineare, non tutte le compagnie di autonoleggio permettono di imbarcare la macchina su un traghetto, se pensate di spostarvi in altre isole verificate attentamente il contratto.

 

L’hotel

Come detto noi abbiamo prenotato al Best Western Carib Beach Resort, che si trova sul promontorio dietro l’aeroporto. La cosa ammetto mi spaventava un pò, però avendo prenotato tardi e non volendo andare in resort da 800€ a notte abbiamo “rischiato”, e ci è andata bene, non si sentiva nessun rumore.

L’albergo si affaccia sulla “Lindbergh Bay“, una delle spiagge “bandiera blu” dell’isola. La qualità della struttura è decente, le camere andrebbero un pò riammodernate, ma hanno tutte una bella vista sulla baia e sono molto pulite.

Anche il piccolo bar/ristorante, ideale per la colazione o per un aperitivo alla sera, si affaccia sul mare, così come la piscina. Un pò piccola forse, ma sinceramente ai caraibi se ne può fare tranquillamente a meno.

L’hotel ha anche un servizio di pulmino gratuito che lo collega con il Best Western all’altro capo della baia dove c’è un ristorante molto più grande e un servizio di animazione. Questo secondo BW può essere un’altra alternativa, però è più caro e a noi l’hotel non interessava particolarmente, visto che ci stavamo solo per dormire.

 

L’isola di St. Thomas e le crociere

Come ho accennato, al porto di Charlotte Amalie ogni giorno attraccano diverse navi da crociera che fanno il tour dei caraibi.  Questo significa che nelle ore centrali del giorno la città, soprattutto la via principale, è presa d’assalto da moltissimi turisti, mentre alla sera non c’è praticamente nessuno, forse anche perchè ci sono pochissimi locali aperti.

Se vi interessa la vita notturna probabilmente vi conviene trovare un hotel nella zona di Red Hook, all’estremo sud est dell’isola.

Sempre a causa dei turisti “scaricati” dalle navi da crociera, alcune spiagge, soprattutto le più famose diventano particolarmente affollate nelle ore centrali della giornata.

 

Spiagge e baie di St. Thomas

Tranne un giorno, a metà settimana, nel quale siamo andati a St. John noi siamo sempre rimasti sull’isola di St. Thomas, girando varie spiagge.

Penso che non abbia molto senso fare qui la cronistoria dei nostri giri, mi sembra più utile riportare semplicemente le principali, segnalando i lati positivi e quelli negativi. Per semplicità parto da dove eravamo noi e faccio il giro in senso antiorario dell’isola, così potete individuarle facilmente su una cartina 🙂

In quasi tutte è possibile noleggiare sdraio ed ombrelloni e ci sono ristoranti e bar per poter mangiare.

Scoprirete ben presto che sulle spiagge delle USVI vanno molto di moda i “secchielli”, ma se da noi li usano i bambini per giocare con la sabbia, li vengono usati esclusivamente dagli adulti, come contenitori, riempiti di ghiaccio, per le bottiglie di birra 🙂

Ne hanno sempre almeno una in mano, anche mentre sono in acqua, ma a loro favore va detto che non si trova mai una bottiglia vuota buttata sulla spiaggia.

USVI_spiaggia2

 

Lindbergh Bay o Emerald beach: la baia dove avevamo l’hotel. Sempre molto tranquilla anche se vicino all’aeroporto. La spiaggia è di sabbia e degrada lentamente, per cui è perfetta anche per i bambini. Se siete fortunati, è accaduto ad un bagnante mentre eravamo a pranzo, potrete trovare anche delle stelle marine molto grandi… evitate di toglierle dall’acqua per portarle sulla spiaggia (come a fatto il …. di cui sopra)

Morningstar Beach: vicino all’hotel Marriott Frenchman’s Reef, spesso mossa, quindi ideale per chi ama giocare con le onde.

Bolongo Bay: tutta occupata dall’omonimo resort. Ci siamo arrivati e siamo “scappati”, non ci convinceva molto 🙁

Secret Harbour: anche qui purtroppo c’è l’omonimo resort praticamente sulla spiaggia, però è interessante per chi ama fare snorkeling e ammirare i coralli, sulla spiaggia si incontra anche qualche iguana.

USVI_iguana

 

Sapphire Beach, Saint John Bay: la spiaggia è molto grande, e non è mai molto affollata. Facendo il bagno nella parte sinistra della spiaggia, quasi sicuramente incontrerete qualche bella tartaruga marina intenta a mangiare un pò di alghe e qualche razza.

Vicino ai coralli ci sono anche un pò di pesci di varie specie ma non moltissimi.

USVI_razza

Sulla spiaggia inoltre è praticamente certo l’incontro con le iguane (le prime delle USVI le abbiamo viste proprio qui).

A noi è piaciuta molto sia per la tranquillità che per le tartarughe che purtroppo non abbiamo potuto fotografare visto che la macchina subacquea ha deciso di guastarsi:(
Ci arrivano anche i “croceristi” ma pochi e cmq essendo ampia non creano grossi problemi.

Smith bay: in teoria è una delle due spiagge a pagamento dell’isola. In realtà visto che stavano rifacendo l’entrata noi non abbiamo mai trovato nessuno a cui pagare. Anche questa è molto tranquilla e interessante per lo snorkeling.

Attenzione non c’è nessun servizio spiaggia, ne cibo ne sdrai od ombrelloni. E’ parco pubblico per cui ci sono anche due bagnini, spesso più intenti a pescarsi il pranzo che preparano li sulla spiaggia piuttosto che a controllare i bagnanti.

Va però detto che la loro presenza soprattutto al mattino fino verso le 11 fa raddoppiare la popolazione della spiaggia. Abbiamo anche avuto la “fortuna” di scoprire che esistono le aste delle bandiere “portatili”, un giorno infatti è arrivato un gruppo di persone e la prima cosa che hanno fatto è stato installare l’asta telescopica ed eseguire l’alzabandiera … vi risparmio i commenti degli altri bagnanti.

USVI_bandiera

 

Coki Beach: forse la più conosciuta di tutta l’isola. Non è molto grande e nelle ore centrali (dalle 10 alle 15 circa) è quasi impraticabile visto che è la meta preferita da chi sbarca dalle navi da crociera.

Nelle altre ore è molto tranquilla e soprattutto nella zona destra potrete vedere diversi pesci. A proposito, uno dei chioschi vende anche “biscotti per cani” i pesci della zona li amano, e basta tenerne un pezzetto in mano per farvi circondare.

Non so quanto facciano bene ai pesci, ma penso che sono talmente abituati ad essere nutriti dai turisti in questo modo che senza non so se saprebbero qual’è la loro dieta naturale.

Magens Bay: questa è sicuramente a pagamento, se non ricordo male 4$ a persona più 2$ a macchina.

La spiaggia è molto lunga, vi consiglio di non fermarvi all’inizio ma di proseguire un pò con la macchina e allontanarvi dall’entrata. Nella prima parte infatti si fermano tutti i “croceristi” che non vanno alla cocki beach.

Basta qualche centinaio di metri in più e diventa molto più tranquilla. Molto carina e ben attrezzata, ma se volete vedere qualche pesce che non sia nel piatto al ristorante non fa per voi.

E’ però l’unica spiaggia in cui ci sono le docce pubbliche. Noi ci siamo andati quindi anche l’ultimo giorno, in modo da poter fare una bella doccia prima di salire sull’aereo di ritorno 🙂

Brewer’s Bay: vicina all’università di St. Thomas e all’aeroporto. Anche qui niente servizio spiaggia. Si vede l’aeroporto ed è un pò più rumorosa. Spesso ci sono molte barche a vela ormeggiate.

Anche questa non male per un pò di snorkeling e per godersi il tramonto.

USVI_pesci

 

St. John

Come detto a metà settimana siamo andati a St. John, prendendo il traghetto da Red Hook.

La prima tappa è stata alla Trunk Bay, molto tranquilla e con uno spuntone di roccia proprio difronte dove si vedono molti pesci e coralli.

C’è anche un percorso subacqueo con cartelli che indicano i vari tipi di corallo, peccato solo che il mare fosse un pò mosso per cui si rischiava di venir sbattuti contro la roccia e la visibilità non era ottimale.

La spiaggia è comunque molto bella e ne vale la pena.
Abbiamo poi fatto un giro per alcune altre spiagge ma senza fermarci molto e senza fare il bagno, visto il mare un pò mosso.
Se qualcuno è interessato ad approfondire St. John consiglio di leggere qui 

USVI_spiaggia

 

Ristoranti

Charlotte Amalie la sera è un pò deserta e pochi locali sono aperti. Noi siamo andati a cena un paio di volte all’ “Hook, Line & Sinker” nella zona del porto turistico, è un pò complicato da trovare ma si mangia bene.

E’ molto carino e si mangia bene anche al ristorante del Bolongo Bay Beach Club oppure nei vari locali della zona di Red Hook, peccato solo fossero dalla parte opposta dell’isola!!!

 

Slideshow:

Per finire un breve slideshow di alcune foto effettuate durante il viaggio

Il video lo potete vedere anche qui

 

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Autore:

FFItalia

Lo staff di Frequent Flyer Italia

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