Nel primo articolo sul nostro viaggio in Islanda fai da te  vi avevo lasciato al 7 giorno, e alla visita della zona di Myvatn e della cascata di Goðafoss (Godafoss), dicendo che il giorno successivo ci avrebbe aspettato una delle tappe più impegnative di tutto il nostro tour dell’Islanda.

Riprendo quindi da quel punto, per raccontarvi brevemente, le altre tappe nel nord e nell’ovest dell’Islanda.

 

8 giorno

Lasciamo l’ Hotel Laugar al mattino dopo un’abbondante colazione. Oggi la meta è Kerlingarfjöll, bellissima area nella zona centrale dell’Islanda.
Per raggiungerla c’è un’unica strada, la F35 che taglia da nord a sud tutta l’Islanda, passando per gli altopiani centrali.

Se guardate una cartina, probabilmente il modo più semplice per raggiungere Kerlingarfjöll è da sud, ma a noi le cose troppo semplici non piacciono, preferiamo arrivarci da nord.
La strada in questo caso è molto più lunga, ma vi permette di attraversare una buona parte degli altopiani centrali, zona che offre panorami magnifici.

Partendo dall’hotel riprendiamo quindi la strada 1, direzione Blonduos (dove passeremo poi la notte), fino ad incontrare il bivio per la F35.

La prima parte della F35 è molto facile, pur essendo sterrato è uno sterrato comodo e veloce, almeno fino alla zona dei laghi.  Più avanti vi spingerete lungo la strada più questa diventerà impegnativa. Non è comunque una strada impossibile e non prevede l’attraversamento di guadi. Va comunque presa con una certa calma, ricordando tutti i consigli sulla guida in Islanda.

Attenzione, il primo pezzo di strada può trarre in inganno, e sembra che sia percorribile anche con berline. Vi ricordo che le F per legge sono percorribili solo da auto 4×4, se non avete un’auto di questo tipo, e io aggiungo un SUV, lasciate perdere, fatti i primi km dovrete per forza fermarvi e tornare indietro.

Arrivare a Kerlingarfjöll dal nord è un’esperienza che consiglio sicuramente, però mettete in conto che richiede un intero giorno. Fra andata e ritorno (purtroppo la strada è la stessa) sono circa 250 Km (125 andata e altrettanti al ritorno)… di sterrato. Più naturalmente un pò di km su strada normale, che variano in base al vostro hotel di partenza e arrivo.

All’andata, o al ritorno, tanto per aggiungere alcuni chilometri vi consiglio di fare una deviazione e fermarvi a visitare la zona geotermale di Hveravellir. La deviazione è veramente breve, il posto vale sicuramente la pena, e potrete approfittare anche del bar (se volete c’è anche un campeggio) per un veloce spuntino.

Ad un certo punto, dovrete abbandonare la F35 e prendere la deviazione a sinistra per la F347, direzione Kerlingarfjöll. Tranquilli non vi potete sbagliare, è praticamente l’unico bivio che troverete.
Dovrete poi percorrere tutta la F347, fino ad arrivare al lodge. La strada è un pò più impegnativa, almeno in alcuni punti, ma sono solo 10 km circa… ne avrete già fatti più di 100, non saranno gli ultimi a fermarvi.

Arrivati al Kerlingarfjöll Mountain Resort avete due opzioni. La prima è quella di parcheggiare la macchina e seguendo la strada o il sentiero raggiungere la meta a piedi. Se non sbaglio i tempi indicati erano fra i 30 e i 60 minuti.

La seconda alternativa, che vi consiglio, per risparmiare tempo è quella di proseguire lungo la strada in auto, ingorando quindi il bivio a destra che vi porta nel parcheggio del lodge e andando diritti, fino a trovare il parcheggio dell’area geotermale.

Se, come abbiamo fatto noi, scegliete questa opzione, fatti i primi 10 metri … ve ne pentirete…. la prima salita che incontrerete infatti è decisamente “brutta” e da fare con molta calma. Purtroppo è ripida e le buche sono spesso molto profonde. Fate quindi il primo pezzo andando piano e guidate con prudenza.
Il tratto veramente brutto è comunque corto, probabilmente dura giusto il tempo di iniziare a pensare che era meglio lasciare la macchina sotto e fare una bella camminata.

La zona di Kerlingarfjöll è molto ben organizzata e ci sono vari percorsi tutti molto ben indicati. Purtroppo è anche un continuo saliscendi, che le scalette in legno rendono più agevole, ma comunque è una visita abbastanza faticosa, però ne vale sicuramente la pena…. c’è un motivo se le foto della zona sono usate sulle copertine di molte guide dell’Islanda 🙂

 

Islanda - Kerlingarfjöll (© FFItalia)

Islanda – Kerlingarfjöll (© FFItalia)

 

Se organizzate per tempo il viaggio in Islanda potete provare a prenotare, almeno una notte, presso il Resort, altrimenti dovrete nel pomeriggio, risalire in macchina e ripercorrere tutta la strada fatta al mattino, per ritornare sulla 1.

Noi siamo andati a dormire nella cittadina di Blonduos al Gladheimar Cottages, principalmente per un motivo: non sapevamo come poteva essere il meteo.

Attraversare tutti gli altipiani interni per andare a visitare la zona di Kerlingarfjöll se fosse stata una brutta giornata, magari piovosa, aveva poco senso.  Se avessimo però prenotato il resort all’interno avremmo dovuto andarci comunque, qualsiasi meteo avessimo trovato.
Abbiamo quindi deciso di prenotare “fuori”, in modo da decidere sul posto, in base al meteo se la deviazione verso l’interno vale la pena farla o meno.

Blonduos non è una cittadina particolarmente interessante, almeno per il poco che abbiamo visto noi. In realtà però noi siamo andati direttamente al Gladheimar Cottages, dove avevamo prenotato e non ci siamo più mossi fino al giorno seguente. Per cena abbiamo optato per usare la cucina del nostro cottage e prepararci qualcosa, troppo stanchi per uscire a cercare un ristorante (ammesso ce ne fossero).

 

9 giorno

Oggi terminiamo la visita del nord dell’Islanda e ci spostiamo verso i fiordi occidentali, prossima tappa del nostro viaggio.

Riprendiamo quindi la 1, che più avanti abbandoneremo per prendere la 68, destinazione Holmavik, dove abbiamo prenotato una notte al Finna hotel.

La meta principale per la giornata è Krossneslaug, una delle piscine pubbliche più a nord dell’Islanda e sicuramente molto suggestiva permettendovi di fare il bagno all’aperto nell’acqua calda con vista sul mare artico. Se ne avete il tempo è sicuramente una deviazione da fare.

 

Islanda - Krossneslaug (© FFItalia)

Islanda – Krossneslaug (© FFItalia)

Per raggiungerla, una volta superato Holmavik si prende la strada 643, in buona parte sterrata, ma comoda, e la si segue fino a quando non finisce.
La 643 non offre grandi opzioni, quindi noi per pranzo ci siamo fermati all’Hotel Djúpavík, posto carino in cui si mangia bene, anche se le possibilità di scelta non sono molte.

Rientrati a Holmavik siamo andati in hotel e poi a cena al ristorante/pizzeria Riis. Attenzione, credo sia uno dei pochi ristoranti della zona, e chiude abbastanza presto cercate di arrivare in tempo e se siete in tanti forse vale la pena prenotare.

 

10 giorno

La meta di oggi è Ísafjörður (Isafiordur), città carina e buon punto di sosta se volete fare il giro completo dei fiordi occidentali.
Offre vari hotel, noi abbiamo scelto l’Isafjordur Horn e ristoranti. Ci sono anche un paio di supermercati, caso mai doveste fare acquisti.
Nella zona del porto c’è anche una birreria locale, Dokkan Brugghús, dove è possibile fare una degustazione di birre a prezzi ragionevoli.

Unica nota negativa, purtroppo il porto della città è usato dalle navi da crociera, quindi in alcuni momenti, è un pò “affollata” (dopo una settimana nel nord Islanda…. affollata significa qualche centinaio di persone).

Da Isafiordur abbiamo fatto due rapide deviazioni per visitare Suðureyri e Flateyri, niente di particolarmente indimenticabile, ma avevamo tempo a disposizione.

 

11 giorno

Lasciato Isafiordur prendiamo la strada 61, che percorre buona parte dei fiordi. Appena usciti dalla città troverete un tunnel, lo stesso che eventualmente dovete fare per fisitare Suðureyri e Flateyri. La prima parte della galleria è una strada a due corsie (una per senso di marcia), mentre la seconda parte è ad una sola corsia. Non vi preoccupate, ogni pochi metri sono state ricavate delle zone in cui potete accostare per far passare chi viene in senso contrario.

Attenzione lasciando Isafiordur sarete voi a dover accostare dando la precedenza a chi viaggia in direzione della città.
La strada 61 è in vari punti sterrata, ma comunque facilmente percorribile.

La prima sosta della giornata è per vedere la cascata di Dynjandi. La cascata è sicuramente molto bella e se siete in zona merita sicuramente una visita. Il mio consiglio è, se possibile di cercare di arrivare un pò presto al mattino.

 

Islanda - Dynjandi Fall (© FFItalia)

Islanda – Dynjandi Fall (© FFItalia)

 

Quando siamo arrivati noi nel parcheggio c’erano due macchine, il tempo di gustarsi in santa pace la cascata (10/20 minuti) e nel parcheggio sono arrivati 4 pullman. Purtroppo la cascata è abbastanza vicino a Isafiordur e penso sia una delle escursioni organizzate per chi fa le crociere.
Vedersela con qualche centinaio di persone in giro non è la stessa cosa 🙂

Dopo questa sosta siamo andati direttamente verso l’hotel prenotato per questa notte, l’Hotel Latrabjarg, che si trova sulla 612, pochi Km prima dell’omonima località.

Naturalmente anche questa strada è sterrata, ma senza particolari problemi, e comunque è l’unica che porta a Latrabjarg, l’ultima meta della giornata, scogliera famosa soprattutto perchè si possono ammirare i “Puffins” (pulcinella di mare)
Una volta in zona vi consiglio di seguire anche la strada 614 ed arrivare alle spiagge di Rauðisandur

 

12/13 giorno

Anche oggi ci aspettano vari km di macchina, la destinazione infatti è la penisola di Snæfellsnes (Snaefellsnes). Per raggiungerla ci sono due possibilità, o il traghetto che collega Brjánslækur (nei fiordi occidentali) a Stykkishólmur sulla penisola di Snæfellsnes oppure farvi tutta la strada 60. Noi abbiamo optato per questa seconda opzione.

Per visitare la penisola di Snæfellsnes abbiamo preso come base la Sýsló Guesthouse a Stykkisholmur Guesthouse molto carina dove siamo stati due notti.

Il viaggio è ormai alle ultime tappe e abbiamo quindi deciso di prendercela con un pò di calma, dedicando quasi due giorni alla visita della penisola.

Ci sono molte cose da vedere, il mio consiglio è di recuperare una cartina della zona presso i locali uffici turistici, in modo da non perdere nulla.

Sicuramente dovete fare una sosta al Kirkjufell, forse uno dei punti più fotografati d’Islanda (tante foto di solito significa tanti turisti), se comunque cercate di arrivare al mattino presto o nel tardo pomeriggio troverete meno persone.

 

Islanda - Kirkjufell (© FFItalia)

Islanda – Kirkjufell (© FFItalia)

A proposito, dal primo parcheggio che incontrate, quello ufficiale, a volte, con l’alta marea la prima parte di sentiero è sommersa. In questo caso, se non volete bagnarvi troppo potete proseguire fino in cima alla salita, parcheggiare lì e poi raggiungere le cascate da quel punto, c’è comunque un sentiero.

Anche la parte sud della penisola è molto interessante e ci sono varie cascate, spiagge e scogliere dove se siete fortunati potete vedere sia uccelli di varie specie sia foche.
Molti considerano la penisola di Snaefellsnes come una versione in miniatura dell’Islanda ed è vero, ha tutto, in piccolo, quello che potrete vedere nel resto dell’isola.

Per questo motivo, ed essendo vicina a Reykjavík, è anche una delle mete più frequentate da chi ha poco tempo. E’ sicuramente una zona da visitare, ma se avete tempo non accontentatevi di fermarvi solo qui, visitate anche il resto dell’isola.

 

14 giorno

L’ultimo giorno, al mattino andiamo a visitare Þingvellir (Thingvellir), che doveva essere la prima tappa. La zona è carina, ma sinceramente una di quelle che meno mi ha colpito di tutto il viaggio.

A proposito di Þingvellir, i parcheggi P1 e P5 sono a pagamento, e non proprio regalati. Il mio consiglio è di andare al P2 (non so se è a pagamento) ma subito prima c’è una zona comunque segnata come parcheggio e gratuita…. farete qualche passo in più ma neppure tanti.
Sempre in zona per gli amanti del brivido (nel vero senso della parola) è anche possibile fare un’immersione. E’ un’attività molto pubblicizzata, perchè farete il bagno a cavallo delle placche tettoniche europea e americana. C’è molta gente che fa l’immersione (forse è possibile anche solo fare snorkeling) quindi se siete interessati a farlo probabilmente meglio prenotare per tempo.

Nel pomeriggio infine facciamo una rapida visita di Reykjavík, la capitale dell’Islanda.

La città merita sicuramente una visita, sia per la zona lungo mare, sia la città vecchia, sia la famosa chiesa. E’ anche famosa per i ristoranti e i bar, ma noi ci siamo fermati solo poche ore… troppo stanchi.

 

Islanda - Reykjavík - Harpa Concert Hall (© FFItalia)

Islanda – Reykjavík – Harpa Concert Hall (© FFItalia)

 

Per l’ultima notte ci siamo infine spostati di nuovo in zona aeroporto, da dove eravamo partiti ormai due settimane prima. Purtroppo l’hotel prenotato al nostro arrivo era pieno quindi per l’ultima notte abbiamo optato per il Base Hotel by Keflavik Airport.

L’albergo è in una zona non particolarmente interessante e per cena abbiamo deciso di prendere l’auto e tornare nello stesso ristorante thai in cui avevamo fatto la prima cena.

L’hotel inoltre è diviso in due sezioni, una dove c’è anche il ristorante e la reception sembra molto carina. L’altro edificio dell’hotel invece è molto più spartano ed è la parte riservata alle stanze a basso costo con bagno condiviso.

OK, lo ammetto, ho sbagliato in fase di prenotazione ho prenotato proprio una di queste stanze… La camera in se non era male, anche se molto piccola e il bagno condiviso con un’altra stanza tutto sommato poteva anche “passare”.
Sulla porta della stanza c’era comunque un bel cartello in cui veniva chiaramente detto che quella era una delle sistemazioni più economiche della zona, e se si voleva qualcosa di migliore si poteva chiedere upgrade di stanza.

Noi ci abbiamo provato ma purtroppo era tutto pieno.  Comunque sì, il prezzo era molto basso, e questo forse, in fase di prenotazione avrebbe potuto farmi venire qualche sospetto, ma va be, a volte un errore ci può stare.

Ripeto la stanza e il bagno in se erano anche discrete, la cosa che proprio non mi è piaciuta è invece la pulizia delle parti comuni. Un hotel di tre piani, senza ascensore, con le scale così sporche non lo vedevo da anni.

Il mio consiglio quindi,se volete andare al Base Hotel è di prenotare la parte albergo vera e propria, non quella con bagni comuni, a meno che proprio non vogliate risparmiare il più possibile.

Ciliegina sulla torta per farci ricordare per un bel pò di tempo il soggiorno in questo albergo…. durante la notte per due volte è scattato l’allarme antincendio, in entrambi i casi perchè qualcuno, spero almeno due persone diverse, hanno avuto la bella idea di furmarsi una sigaretta in camera facendo scattare l’allarme…..

La seconda volta, se avessi avuto sotto mano, il genio penso che gli avrei dato fuoco.

 

15 giorno

Il viaggio in Islanda ormai è finito, non ci rimane che riconsegnare l’auto in aeroporto e prendere il nostro volo Iceland Air che ci riporta a Monaco.

 

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Conclusioni

Il nostro tour dell’Islanda è stato un viaggio molto bello e molto interessante che consiglio sicuramente di fare a tutti, o almeno a tutti coloro a cui piace la natura.

Erano anni che pensavamo di andare in Islanda e alla fine ci siamo andati, organizzandoci come sempre all’ultimo minuto. L’Islanda non è una meta super economica, ma nemmeno cara come mi aspettavo e i costi del viaggio alla fine sono stati ragionevoli.

Lo abbiamo fatto in piena estate quindi ci siamo persi uno degli spettacoli maggiori che l’Islanda offre, l’aurora boreale.  C’è però da dire che tutto sommato è una meta vicina, quindi chissa che in futuro non ci si ritorni, magari anche solo per pochi giorni, proprio per vedere l’aurora.

La pianificazione come ho detto è stata un pò frettolosa, alcune zone forse avrebbero meritato più tempo, altre magari si potevano saltare.
Sicuramente l’interno meriterebbe un pò più di tempo, organizzando magari qualche trekking, anche se il meteo della zona non è dei migliori.

Non considerando i giorni per arrivarci e ripartire siamo stati in Islanda per 13 giorni pieni e abbiamo percorso quasi 5000 km vedendo sicuramente le parti più turistiche e alcune meno frequentate.

Purtroppo alcune, causa il meteo, non abbiamo potuto apprezzarle completamente, però è un rischio che si corre se si vogliono vedere tante cose in poco tempo e se è necessario prenotare per tempo i vari alloggi.

All’ultimo momento non potete decidere di rimanere più giorni in un certo posto saltando magari altre zone, la disponibilità di stanze, soprattutto in alta stagione, è ancora abbastanza limitata, quindi dovete partire con le idee già chiare e le tappe prefissate… sperando che il meteo vi aiuti.

Il mio consiglio quindi è, se state pensando di fare un viaggio nella “terra del ghiaccio e del fuoco” di prendervi un pò per tempo e cercare di pianificare al meglio le tappe, documentandovi bene sulle cose da vedere.

 

 

 

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Autore:

FFItalia

Lo staff di Frequent Flyer Italia

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